Ripubblichiamo volentieri questo articolo di Alessio Pignatelli, pubblicato sul Nuovo Quotidiano di Puglia – Taranto domenica 2 novembre 2014. Ringraziamo Alessio per averci citato, per noi è segno di grande soddisfazione sapere d’aver contribuito a riportare alla luce una tradizione importante ed antica come l’ostricoltura (per saperne di più, sfogliate Il Tempo del Mare)!

Ecco il testo del trafiletto:
LE SCIAJE

La conservazione della memoria storica e delle tradizioni è uno degli obiettivi dell’associazione tarantina “Le sciaje”.

Il termine indicava il luogo di mare – vivai-giardini lungo le peschiere e le calate di Mar Piccolo – dove si coltivavano i mitili e le ostriche attraverso la metodologia tradizionale tarantina. “Le sciaje”, oggi, è il nome del centro studi che ha avviato un percorso finalizzato al recupero e alla tutela del patrimonio della civiltà della pesca a Taranto.

Un lavoro incessante di divulgazione che ha recentemente citato Massimo Vaglio, salentino esperto di gastronomia e di produzioni agroalimentari meridionali: “i pergolari sostenuti dalla tipica paleria di castagno infissa sui fondali del Mar Piccolo e che costituiscono le sciaie, veri e propri giardini marini accuditi amorevolmente dai cosiddetti sciaiaruli”.

Che, magari e chissà quando, torneranno. Per raccontare ancora quella Taranto descritta con dovizia di particolari da Orazio che conosceva bene la “molle Tarentum”. L’oraziana citazione aveva, originariamente, un’accezione positiva. Il poeta era innamorato della città dei due mari e si inebriava nelle sue onde calme e placide. Quello che un tempo era la culla dove Orazio si faceva coccolare dalle onde del mare e dai suoi ottimi frutti cerca di ripulire acque e prospettive.”

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