Un fine settimana intensissimo!
Sabato 5 dicembre, alle ore 19 al TaTÀ di Taranto, Taranto. Un anno in città vecchia, il libro fotografico e il video di cyop&kaf, collettivo napoletano di pittori di strada, e domenica 6 dicembre alle 10:30 Passeggiata alla scoperta di Taranto Vecchia, dei 120(!?!) dipinti di Cyop&kaf e delle storie Minori!

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Tra il mare e l’acciaio. Sabato 5 dicembre, alle ore 19 al TaTÀ di Taranto, in via Grazia Deledda ai Tamburi, Cyop&kaf presenta il libro fotografico Taranto. Un anno in città vecchia e il video Timoni al vento. Ne discutono con gli autori Angelo Cannata (Le Sciaje) e lo storico dell’arte Gianluca Marinelli. Modera la giornalista Marina Luzzi. Ingresso libero. Seguirà, alle ore 21, il debutto della nuova produzione del Crest “Ragazzi di via Pal” di Gaetano Colella e Gabriele Duma, regia Gabriele Duma, con Giuseppe Marzio, Andrea Santoro, Andrea Simonetti, Serena Tondo. Biglietto intero 15 euro, ridotto (under 30 e over 65) 10 euro. Info: 099.4707948.

Domenica 6 Dicembre alle ore 10,30 appuntamento sotto la Torre dell’Orologio in Piazza Fontana a Taranto. La passeggiata guidata sarà a cura di Angelo Cannata e avrà una durata di circa due ore. E’ richiesto un contributo/donazione di 5 euro.

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Oltre 120 disegni realizzati nel corso di un anno, tra il 2013 e il 2014, nel centro storico della città di Taranto. Un libro fotografico e un video per raccontare quell’esperienza. Dopo i riconoscimenti internazionali ottenuti dal film documentario “Il segreto”, premiato al Torino Film Festival e al Cinéma du réel di Parigi e dedicato ai ragazzi dei Quartieri Spagnoli, dove cyop&kaf è nato, il collettivo napoletano di pittori di strada è ospite del Crest, nell’ambito della stagione 2015/16 di “Periferie”. Come anche per la stessa Torino, l’industrializzazione e la più recente deindustrializzazione hanno condizionato pesantemente le vicende storiche dell’area urbana di Taranto e in particolare quelle della città vecchia che versa in stato di abbandono. Il suo svuotamento è stato progressivo: i primi spostamenti forzati si verificarono durante il fascismo, poi, con la costruzione delle acciaierie, ci fu il grande esodo verso le case nuove, accompagnato dalla sparizione di attività tradizionali, da sentimenti di insicurezza, dal malessere della tossicodipendenza. Tutt’intorno, il lento, universale, sbriciolamento dei rapporti umani svaniti in un’aria di polveri.

Taranto vecchia è oggi sospesa fra gli scenari foschi d’un disfacimento definitivo e i sogni spettacolari sostenuti da «fondi europei», «turismo» e «aperitivi». Che ne sarà della città vecchia di Taranto? Cyop&kaf l’ha esplorata per un anno, dipingendone i muri a stretto contatto con gli abitanti e le loro storie. Ciò che ne è emerso è un incendio di colori in mezzo ad altri focolai di resistenza. Fra i vicoli si incontrano infatti locali occupati, centri sociali, progetti autonomi di ristrutturazione, un’esile cooperativa di pescatori, un pittore collezionista, l’ultimo dei macellai… E anche un centro studi – Le Sciaje – determinato a preservare e nutrire il patrimonio di ricordi, pratiche sociali e forme di vita. Tutto è confluito in un volume fotografico intitolato “Taranto. Un anno in città vecchia” e in un video diario di bordo, “Timoni al vento”, che vengono entrambi presentati al TaTÀ da cyop&kaf e da Angelo Cannata del Centro Studi Documentazione e Ricerca “Le Sciaje”.

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